Scerbanenco calibro 9_parte 2


Duca Lamberti è un medico di origini romagnole. E’ figlio di un poliziotto che ha servito in Sicilia e successivamente presso la questura del Fatebenefratelli a Milano. Lamberti è stato radiato dall’ordine e ha scontato una pena in carcere per aver praticato eutanasia su un’anziana paziente. Una volta uscito di galera viene aiutato da Carrua, amico del padre e finisce per venir assunto in polizia.

Scerbanenco fa esordire la figura di Lamberti  nel romanzo “Venere privata”, a detta di molti il primo vero noir italiano. Il cadavere di una ragazza viene ritrovato in un fosso. La polizia brancola nel buio e presto archivia il caso. Lamberti intanto, uscito di prigione, viene assunto come medico personale di un giovane rampollo della borghesia industriale brianzola. Il giovane soffre di una forma devastante di depressione ed è diventato alcolizzato. Lamberti scoprirà che il giovane è caduto in questa condizione poiché è convinto di aver causato la morte di una ragazza. Questa, probabilmente una prostituta, dopo aver offerto il proprio corpo, supplica il giovane di aiutarla, altrimenti “l’avrebbero ammazzata”. Il giovane non le crede e torna a casa e poco dopo il cadavere della ragazza viene ritrovato. Lamberti aiuta Carrua a collegare le due cose. Il corpo rinvenuto nel fosso a inizio racconto e quello di cui parla il giovane sono gli stessi. Lamberti inizia dunque un’indagine non autorizzata, scovando una rete di profittatori e di ragazze che si prostituiscono privatamente, per il piacere di danarosi industriali che possono permetterselo.

Il romanzo Venere Privata è una sorta di lampo nel panorama poliziesco italiano. Il personaggio di Duca Lamberti è spigoloso, a volte cattivo ed è differente dal classico investigatore che sa sempre come comportarsi, Anzi, l’avventatezza di Lamberti condurrà allo sfregio del volto di Livia Ussaro, ragazza usata come cavia per sgominare la banda di papponi.

Protagonista assoluta del romanzo è la Milano del boom economico, con i suoi contrasti, gli industriali che stanno facendo “una barca de danee” e le ragazze obbligate a prostituirsi lungo la strada. Questa è la caratteristica che distingue Scerbanenco dall’intera produzione poliziesca antecedente. Non più luoghi esteri, personaggi esotici, trame lontane bensì zone vicine e visitabili (con tanto di vie), personaggi immediati e fruibili, intrecci quotidiani, veri e italianissimi. La svolta che Scerbanenco da al noir italiano è la seguente: basta esterofilia ma una sana indagine sul territorio. Uno scrittore deve parlare e raccontare ciò che conosce e vive quotidianamente. Famosa è anche la descrizione che Scerbanenco da dei milanesi: persone oneste che ammazzano al sabato, perchè negli altri giorni devono lavorare.

Una lezione che verrà presa in consegna dai giallisti italiani dopo di lui.

Scerbanenco è famoso anche per le sue frasi a effetto. Una in particolare mi è rimasta impressa. Duca Lamberti sta osservando un cadavere martoriato e pensa che una mannaia, di solito utilizzata per sezionare i quarti di bue, può diventare un’arma. E qui Duca pensa: “Anche con un bocciol di rosa si può uccidere una persona, se glielo si spinge in fondo alla gola.”

A Venere privata seguiranno altri quattro romanzi del ciclo di Duca Lamberti: Traditori di tutti (che ha vinto il prestigioso gran prix de literature policier), I milanesi ammazzano il sabato e I ragazzi del massacro.

In tutti i romanzi Milano è una città cattiva e brutale, anticipo della città nerissima descritta nei racconti di “Milano Calibro 9”.

Se t’interessa l’argomento, allora dai un’occhiata a:

Scerbenanco Calibro 9 (parte 3)

Il mondo di Giorgio Scerbanenco

Scerbanenco al cinema

Scerbanenco è tornato

Stazione centrale ammazzare subito

Milano noir, omaggio a Giorgio Scerbanenco

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