Incipitario nero volume 1


Incipit n°1

“La vecchia Volkswagen color crema del venditore di matite era parcheggiata a metà di via dei Rododendri. Fittamente incollati sugli sportelli, sui parafanghi, sui vetri dei finestrini posteriori, striscioni, etichette e bandierine dicevano: “Jucca, la matita supermatita” oppure, “Provate a consumarmi!” e anche “Jucca, la matita con la parrucca”. Sopra quest’ultimo slogan si vedeva una matita con appesa in cima una parrucca gialla, rossa e verde. Il sedile posteriore della Volkswagen era pieno fino al soffitto di matite Jucca e anche accanto al posto di guida ce n’erano quattro uno sull’altro, legati da un grosso spago, sopra i quali stava appoggiato un megafono con la scritta trasversale “Jucca, la matita giovane”

Incipit n°2

“Ma se devo iniziare come Dio comanda e com’è giusto e logico iniziare, devo partire dall’ufficio dell’ispettore capo Raimondi Cesare e da Sarti Antonio, sergente, raggomitolato sul sedile dell’auto 28, in giro per la città, a tenersi la pancia per i morsi della colite… E a sognare (Sarti Antonio, sergente) il bagno di casa sua come una liberazione.
Dunque, l’ispettore capo Raimondi Cesare (che se ne sbatte della colite e del bagno) ha steso sul suo tavolo un manifesto, bello, colorato e pieno di scritte”

Il primo incipit fotografa una situazione. Un’auto parcheggiata. Non un’auto qualsiasi bensì una Wolkswagen color crema, appartenente a un venditore di matite. La domanda che spinge a continuare a leggere è: “Che ci fa l’auto di un venditore di matite in via dei Rododendri?”

Il secondo ha un tono diretto, inquadra immediatamente due personaggi del libro. E’ un incipit per chi ha già letto le opere precedenti, altrimenti non si capirebbe cosa sia l’auto 28, perchè Sarti Antonio abbia la colite. La domanda che fa continuare a leggere è: “Qual’è il manifesto che sta sulla scrivania di Raimondi Cesare?”

Si tratta di due incipit semplice e immediati. Il primo ha un tono cinematografico, con la descrizione di un fotogramma. Un auto color crema parcheggiata. Il secondo fa catapultare il lettore nell’azione e nella trama del libro senza pensarci due volte.

Per me vince il secondo. Voi che dite?

Incipit 1: A che punto è la notte di Futtero – Lucentini

Incipit 2: Ombre sotto i portici di Loriano Macchiavelli

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