I sotterranei di Bologna


Autore: Loriano Macchiavelli

Tipologia: Noir

Luogo: Bologna

Filo conduttore: Indagine su un assassinio

Ambientazione: Gli ambienti della Questura

Protagonista: Sergente di Polizia

Narrazione: Un narratore esterno presente alla scena

Cosa impari dopo averlo letto: Che cambiano gli attori e la scenografia ma il copione è sempre quello

Giudizio nero: Si fa leggere (Guida ai giudizi)

Bologna è cambiata. Sarti Antonio, sergente, non la riconosce più. Poliziotti corrotti, affari illeciti, grandi appalti con grandi nomi. Così, quando Sarti Antonio, si ritrova a dover indagare su Zodiaco Mainardi, suo collega e in odore di mafia, crede che si sia trattato di un omicidio di cosca. Non è così ma per scoprirlo dovrà infilarsi nei cunicoli sotterranei che erano una volta l’anima di Bologna.

Il romanzo sfrutta lo stile di Macchiavelli. Canzonatorio e dissacrante, divertente ma profondamente amaro. “Una triste verità, detta ridendo, rimane pur sempre una verità”. Sarti Antonio incappa in misteriosi appalti e in omicidi scomodi, giri di soldi da far impallidire Tangentopoli e un’omertà diffusa che rende Bologna simile alla Palermo che gli stessi bolognesi continuano a stigmatizzare. La Giustizia, quella con la maiuscola, viene rappresentata per quello che è: un agglomerato di carrierismo, menefreghismo e servilismo nei confronti dei potenti, siano essi politici o alti prelati.

Il ritratto che salta fuori dalle pagine del romanzo è così diverso da quello al quale ci aveva abituati Macchiavelli. Non più studenti capelloni e poliziotti in assetto antisommossa ma traffici illeciti, immigrati diseredati e assassini senza scrupoli. Anche i personaggi sono cambiati. Raimondi Cesare, ispettore capo, è stato cacciato per via dello scandalo della Uno Bianca. Rosas è diventato ricercatore scolastico (perché i baroni dell’università avevano finito i parenti, scrive Macchiavelli). Sarti Antonio è sempre lo stesso questurino denso d’umanità, di caffè e di attacchi colitici d’origine nervosa. S’innamora, come in tutti gli episodi ma questa volta lo fa sul serio, c’è di mezzo anche un bambino. Chissà che non lasci la Biondina per mettere su famiglia con Federica e Pedro. Fa anche un ottimo caffè, la ragazza.

Chissà.

Perchè leggerlo: Per capire che tutto il mondo è paese e per conoscere un lato inaspettato di Bologna e della sua storia

Perchè non leggerlo: Perché ci sono pezzi che sembrano esser stati inseriti solo per allungare il racconto

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Vedi che certe cose succedono anche a Bologna

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