La verità dell’Alligatore


Autore: Massimo Carlotto

Tipologia: Noir investigativo

Luogo: Padova

Filo conduttore: Indagine parallela

Ambientazione: Il sottobosco malavitoso padovano e gli ambienti in vista della città

Protagonista: Alligatore, detective privato

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che chi ha i soldi cade sempre in piedi

Giudizio nero: Si fa leggere (Guida ai giudizi)

L’Alligatore, alias Marco Buratti, è un ex cantante blues ed ex detenuto che si è fatto sette anni di carcere per un errore giudiziario. Una volta uscito si è riciclato come detective privato. Questa volta il compito apapre facile: scovare un tossico che ha approfittato della semilibertà per fuggire. Il mistero viene risolto quasi subito ma ciò che salta fuori è qualcosa di tosto: un omicidio. Anzi due, visto che Magagnin (il tossico) era in galera appunto per scontare una condanna di omicidio risalente al 1976. L’Alligatore comincia a scavare e quello che trova non è né bello né edificante. Giustizia presa per i fondelli, avvocati manigoldi, innocenti accusati, giri di droga. La Padova in vista, quella che conta, che tiene le redini del potere e gli schei (soldi in dialetto veneto) è colpevole di aver manipolato un processo. Perché?

Il romanzo di Carlotto è denso di significati. L’autore ha un passato travagliato (accusato ingiustamente d’omicidio, latitante poi graziato) che emerge profondamente da queste pagine. L’Alligatore ama il blues, beve calvados (come Maigret) e ha un desiderio di giustizia, come tutti gli innocenti condannati. Carlotto descrive bene la zona d’ombra di camorristi, mafiosetti, spacciatori e malavitosi locali e non è digiuno di codici, leggi e capi d’imputazione.

E’ un romanzo che si fa leggere, qualche volta si scopre una forzatura logica, l’Alligatore appare come il classico detective senza macchia né paura. Dove non arriva lui c’è Beniamino Rossini, malavitoso milanese e socio involontario di Buratti. Un noir a immersione, ogni volta che emerge qualcosa ci si ritrova catapultati in un mistero nuovo.

Perchè leggerlo: Per immergervi in una storia intricata, oscura e cattiva

Perchè non leggerlo: Se non amate i detective che sanno sempre quello che fanno

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Così va la vita…

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Un’introduzione al noir mediterraneo

L’eredità di Izzo di Piergiorgio Pulixi

L’Italia e il volto noir della verità

The black album, con Massimo Carlotto

Intervista a Massimo Carlotto

Recensione de “Nessuna cortesia all’uscita”

Recensione de “Il mistero di Mangiabarche”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...