Un italiano all’estero


fotolucaE’ bello vedere come un autore intervistato nei primissimi giorni di vita di questo blogghettino, torni a trovarci con grandi novità. Come quella di essere riuscito a superare la barriera delle Alpi e a pubblicare in paesi stranieri come Spagna, Turchia o Francia. L’autore in questione è Luca Filippi, che abbiamo contattato per farci raccontare la sua esperienza.

Noir Italiano: Ciao Luca e bentornato! Cosa ci beviamo? Per me un caffè (saranno troppi? Inizio a non dormire la notte)

Luca Filippi: Anche per me un caffè, ma corretto alla sambuca. Un po’ di alcol ci vuole, ogni tanto.

NI: Pubblicare un romanzo in Italia è difficile, figurarsi farlo all’estero. Qual’è la tua esperienza a riguardo?

LF: È vero, non è facile pubblicare in Italia, nonostante ci sia un discreto numero di editori. Il problema è trovare un editore che dia fiducia a un esordiente, uno sconosciuto che deve ancora creare il suo pubblico e che potenzialmente potrebbe essere un fiasco. Devo ringraziare Antonio Leone, che ha creduto in me sin dal primo corto-romanzo, che è uscito nella collana “I Leoncini” nell’estate del 2008. Ci sono voluti quattro anni di sforzi congiunti per farsi largo nella jungla editoriale e ottenere un po’ di visibilità. L’ultimo lavoro, “Il labirinto occulto”, ha avuto un buon riscontro di pubblico e da circa due mesi si mantiene nella top ten del thriller storici più venduti su IBS. Contestualmente è stato possibile inviare il manoscritto in lettura presso alcune case editrici all’estero. Per ora, siamo riusciti a vendere i diritti in spagnolo a un grande gruppo editoriale e quelli in albanese alla prestigiosa casa editrice Ombra GVG.

NI: Cosa rende il poliziesco italiano interessante per un lettore straniero?

LF: Credo che alcuni paesi (come la Germania, per esempio) siano alla ricerca di noir che rievochino l’atmosfera della provincia italiana, come la Sicilia raccontata da Camilleri: l’italianità, intensa come cultura anche eno-gastronomica, ha ancora un certo fascino. Un’autrice noir molto apprezzata in Francia e Germania, Diana Lama, in un’intervista ha dichiarato di essere convinta che sia proprio il contrasto tra il nero della trama e il calore e il sole delle ambientazioni cilentane a determinare il successo dei suoi libri all’estero. Altri Paesi, come la Spagna e l’Albania, sono forse più attirate dai gialli d’ambientazione storica, specie se l’autore riesce a far rivivere la bellezza che ha illuminato il Rinascimento italiano, o il mistero e le lotte sanguinose che hanno imperversato nel Medioevo.

NI: Una volta ho chiesto ad Alan D Altieri (mica il primo arrivato) quale fosse la situazione del poliziesco italiano negli States. Mi disse che è inesistente. Come mai secondo te gli autori italiani non riescono a fare breccia nel mercato estero?

LF: Gli Stati Uniti sono un paese già caratterizzato da una propria intensa produzione letteraria, anche di genere; pertanto, è molto difficile per un italiano sbarcare in America. Difficile, ma non impossibile. Se non sbaglio i romanzi del grande Maurizio De Giovanni sono in corso di pubblicazione in Inghilterra e negli States. Si tratta di prodotti di grande qualità, che potranno fare da apripista, forse, ad altri romanzieri del Bel Paese.

il-labirinto-occulto_LRG

 

NI: Qual’è la posizione delle case editrici italiane? Sono disposte ad investire all’estero?

LF: A questa domanda è difficile dare una risposta. Di sicuro, le grandi casi editrici comprano dall’estero, anche perché – purtroppo, aggiungerei- gli italiani sono affetti da un’inguaribile esterofilia. Nei nostri scaffali pullulano i tomi dei signori Dan Brown, Glenn Cooper, o della celeberrima Patricia Cornwell. Forse gli editori, grandi e piccoli, sono meno propensi a investire per esportare i proprio romanzi…

NI: Hai in progetto anche un giro di presentazioni al di fuori dell’Italia?

 

LF: Per il momento è prematuro, il romanzo è ancora in corso di traduzione. Ma se dovesse capitare l’occasione, ne sarei molto felice!

NI: Che sensazione fa l’idea di trovare il tuo romanzo tradotto in un’altra lingua?

LF: Ancora non so risponderti. Non vedo l’ora di stringere tra le mani le versioni in lingua estera del mio romanzo, per poterne ammirare le nuove copertine, vederne l’impatto sul lettore… Sarà una grande emozione, ne sono sicuro!

NI: Ti saluto con un grande in bocca al lupo. Tu invece salutaci con una bella frase noir.

LF: Anche io ti saluto e ti ringrazio , Omar, per lo spazio che mi hai dato. E ti lascio con questa frase noir, non mia ma di Cèline, un autore che amo molto e che, come me, era anche un medico: “Nulla è gratuito in questo basso mondo. Tutto si sconta; il bene, come il male, presto o tardi si paga. Il bene è necessariamente molto più caro.”

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